Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Po
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwkqPo (mwkgmwkwAFI: /ˈpɔ/cite-ref-3[2]cite-ref-4[3]; mwnqin latino mwngPadus, in italiano letterario mwnwEridano) è un mwoafiume dell'mwoqItalia settentrionale.

La sua lunghezza, 652mwow kmcite-ref-lunghezza-1-1[N 1], lo rende il più lungo fiume interamente compreso nel mwqaterritorio italianocite-ref-5[N 2], quello dal mwrqbacino idrografico più esteso (circa mwrg71000 km²) nonché quello con la massima mwrwportata alla foce, sia essa minima (assoluta mwsa270 m³/s), media (mwsq1540 m³/s) o massima (mwsg13000 m³/s); è anche il quinto fiume per mwswportata media d'mwtaEuropa (mwtqRussia esclusa) dopo mwtgDanubio, mwtwReno, mwuaRodano e mwuqDnepr.

Ha origine in Piemonte, sul mwuwMonviso, al mwvaPian del Re; bagna direttamente un mwvqcapoluogo di regione (mwvgTorino) e due capoluoghi di provincia (mwvwPiacenza e mwwaCremona), lambisce altri due capoluoghi di provincia (mwwqPavia e mwwgFerrara) e segna per lunghi tratti il confine tra mwwwLombardia e mwxaEmilia-Romagna, nonché tra Emilia-Romagna e il mwxqVeneto, prima di sfociare nel mwxgmare Adriatico in un vasto mwxwdelta di sei rami.

Attraversa tredici mwyqprovince: mwygCuneo, mwywTorino, mwzaVercelli, mwzqAlessandria, mwzgPavia, mwzwLodi, mwaaCremona, mwaqMantova, mwagPiacenza, mwawParma, mwbaReggio Emilia, mwbqFerrara e mwbgRovigo. Per buona parte scorre su un territorio pianeggiante cui dà il nome, la mwbwPianura Padana. Per posizione geografica, lunghezza, bacino e per gli eventi storici, sociali ed economici ad esso legati sin dall'antichità, il Po è riconosciuto come il più importante tra i mwcafiumi d'Italia.

Contents

Storia
Fauna
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Storia

Idronimo

Il fiume Po era conosciuto già ai tempi dell'mwdqantica Grecia e viene talvolta identificato con il mitologico mwdgmwdwEridanós (mweain greco antico Ἠριδανόςmweq?, mwegin latino mwewEridanus; nell'mwfaitaliano letterario Eridano), fiume che i greci localizzavano vagamente nell'Europa centrale o settentrionale. Più di recente il termine è passato a indicare a un fiume che scorreva in mwfqScandinavia, durante l'ultima mwfgglaciazione europea (Würm).

La prima fonte storica di Eridano è la mwgamwgqTeogonia mwgggreca di mwgwEsiodo (mwhaVII secolo a.C. circa), ove è il nome di uno dei tanti figli del mwhqtitano mwhgOceano e la mwhwninfa mwiaTeti, dai quali derivano vari altri nomi di fiumi europei. Il nome Eridano fu poi ripreso nel mwiqII secolo a.C.cite-ref-6[4] dallo storico mwjgPolibio secondo cui era uno dei figli di mwjwFetonte caduto in un fiume durante una gara di bighe o carri – tanto da attribuirgli anche la porta dell'mwkaAde secondo la mwkqmitologia greca – ma anche il titolo di un principe dedito ai mwkgculti egizi, figura che compare spesso in antichissime leggende su mwkwTorino.

Per i mwlqcelto-mwlgliguri, che comparvero soltanto a partire dal mwlwIX secolo a.C. circa, il nome del Po era invece mwmaBodinkòs o mwmqBodenkùs, da una mwmgradice indoeuropea (*mwmwbhedh-/*mwnabhodh-) che indica "scavare" o "render profondo", la stessa da cui derivano i termini italiani "fossa" o "fossato", indicando così tutta la depressione geografica della zona fluviale padana.cite-ref-7[5] Quindi l'antico nome mwoqlatino mwogPadus – da cui l'aggettivo italiano mwowpadano – deriverebbe, secondo l'opinione più diffusa, dalla stessa radice di mwpabodinkòs; secondo altri però, deriverebbe da un'altra parola mwpqcelto-ligure, mwpgpades, indicante una resina prodotta da una qualità di pini selvatici particolarmente abbondante presso le sorgenti del fiume.

Il nome mwqaitaliano Po si ottiene quindi dalla contrazione del latino mwqqPadus > mwqgPàus > mwqwPàu > mwra. In diverse lingue slave (mwrqceco, mwrgslovacco, mwrwpolacco, mwsasloveno, mwsqserbo, mwsgcroato) ma anche nelle mwswlingue romanze, quali il mwtaromeno, spesso si usa ancora chiamare questo fiume mwtqPad o mwtgPadus. Parimenti, negli aggettivi di mwtwlingua italiana, che solitamente ereditano la vecchia radice latina, esistono ancor oggi gli aggettivi mwuapaduano e mwuqpadano, (es. mwugPianura Padana) fino al nome mwuwPadania, riferito all'insieme delle regioni del nord Italia, concepito e diffusosi a partire dagli mwvaanni novanta del mwvqXX secolo.

Evoluzione

Età antica

Attorno al mwwqX secolo a.C. la linea di costa era arretrata dai 10 ai 35 km nella parte centrale, rispetto a quella attuale. Il Po giungeva in mare con due estuari: sfociava a nord vicino all'attuale mwwgChioggia, mentre a sud si gettava in mare in un punto equidistante rispetto alle attuali Ferrara e Ravenna. Il fiume si divideva in due rami all'altezza dell'attuale mwwwFicarolocite-ref-8[N 3].

Nel VI secolo a.C. i greci fondarono sul ramo nord del Po (mwyqPo di Adria) l'emporio di mwygAdria e, in poco tempo, presero a denominare mwywAdrias Kolpos tutta la parte settentrionale del mare Adriatico. Successivamente, gli mwzaEtruschi fondarono sul ramo meridionale la città di mwzqSpina nel ramo del Po detto Spinetico. Intanto, col tempo, si era verificata una modifica del regime delle acque, in seguito alla quale assunse la preminenza l'alveo meridionalecite-ref-9[N 4]. Tra la protostoria e l'età romana il ramo di Adria si ridimensionò, mentre si incrementò il ramo meridionale. Lo dimostrano le vicende delle due città: mentre Adria visse un periodo di crisi, Spina conobbe il suo massimo splendore. Il Po ad Adria si interrò nel volgere di alcuni secolicite-ref-10[N 5].

Forse a causa del grosso afflusso di acque, il ramo spinetico raddoppiò: nacquero lmw1w'mw2aOlana (ora mw2qPo di Volano) e il mw2gPadoa (da cui potrebbe derivare il nome Po). Della allora linea di costa rimangono antichi dossi fossili: l'Argine Agosta, all'interno delle mw2wValli di Comacchio. L'Olana sfociava più a nord rispetto a Spina ed aveva anche un'ulteriore diramazione verso nord da cui nasceva il tratto detto mw3aGaurus (da cui derivano i nomi mw3qGoro e mw3gCodigoro) che sfociava nei pressi dell'attuale mw3wMesola; le dune fossili di mw4aMassenzatica a sud e dall'altra sponda quelle di mw4qSan Basilio testimoniano l'antica foce.

In epoca romana i porti più importanti sul Po furono: mw4wCremona, mw5aPiacenza, mw5qBrescello, mw5gOstiglia, mw5wVicus Varianus (l'attuale mw6aVigarano Mainarda) e mw6qVicus Hobentia (l'attuale mw6gVoghenza).

Tre famosi autori romani descrissero il corso del fiume Po:

• mw7gPlinio dice che il Po era navigabile fino a mw7wTorino come i suoi affluenti maggiori.
• mw8qPolibio afferma che il Po si risaliva per duemila stadi (cioè per 355 chilometri, circa fino al mw8gTanaro) a partire dall'antica foce del mw8wVolano. Polibio descrive il luogo di Trigaboli, dove il Po si divideva nei due rami dell'Olana e del Padoa. Trigaboli deriverebbe da mw9atres gabuli, tre capi, probabilmente l'attuale mw9qCodrea. A monte della biforcazione doveva esserci un porto chiamato mw9gBodencus. mw9wBodencus o mw-aBodincus è un termine celtico di origine ligure che significava «profondo» e che fu usato anche per indicare l'intero fiumecite-ref-11[N 6].
• mw-gStrabone scrive che per andare da Piacenza a Ravenna seguendo il corso del mw-wPadus occorrevano due giorni e due notti.

mwaqeRavenna, posta all'estremità meridionale del Delta, fu collegata al ramo spinetico tramite la mwaqiFossa Messanicia, un canale artificiale lungo 18mwaqm km, mentre mwaqqPavia era collegata al Po tramite il mwaquTicino e il suo importante porto permetteva il collegamento tra la via d'acqua padana e il mwaqylago Maggiorecite-ref-12[6].

Età medievale

Contrariamente alla maggioranza dei percorsi stradali, le vie d'acqua non conobbero decadenza durante l'alto medioevo, tanto che, nel VI secolo, mwaq0Teodorico organizzò una regolare linea di navigazione che collegava Pavia a Ravenna con scali a: Piacenza, Cremona, Brescello, Ostiglia e Voghenzacite-ref-13[7]. Protagonisti della navigazione padana altomedievale erano i mercanti di mwariComacchio, che nel 715 ottennero da mwarmLiutprando un mwarqcapitolare con cui era loro permesso di trasportare merci (e in particolare il sale e i prodotti d'origine orientale) fino alla capitale del mwaruregno, Paviacite-ref-14[8]. Tra il IX e il X secolo i mercanti di mwaroVenezia strapparono a Comacchio il controllo dei traffici padani, tanto che già in mwarsepoca carolingia la loro presenza era dominante nel mercato posto presso il mwarwpalazzo Reale di Pavia (particolarmente affollato durante le assemblee del mwar0regno), dove smerciavano anche prodotti di lusso orientali, come spezie e setacite-ref-15[9]. In mwasiepoca medioevale il ramo principale del delta era costituito dall'attuale mwasmPo Morto di Primaro, formatosi nell'mwasqVIII secolo più a sud del mwasuPadoa, che scorre a sud delle mwasyValli di Comacchio e che, dalla metà del mwascXVIII secolo, costituisce la parte terminale del fiume mwasgReno (anch'esso un tempo affluente del Po) nel quale il mwaskReno stesso fu convogliato a seguito della creazione del mwasoCavo Benedettino.

Anche il mwaswPo di Volano, che scorre a Ferrara, era uno dei due corsi principali: questa situazione si protrasse fino al mwas01152, anno della mwas4Rotta di Ficarolo. A seguito di forti e frequenti precipitazioni, il fiume ruppe la diga del nord presso i giunti delle braccia, a mwas8Ficarolo, nell'allora mwataTranspadana Ferrarese; il corso del fiume si modificò e cominciò gradualmente ad assumere la conformazione attuale.

Il nuovo tratto, più breve degli altri, dove l'acqua scorreva quindi più veloce, divenne il corso principale chiamato mwatiPo di Tramontana e poi mwatmPo di Venezia, deviando dal mwatqPo di Volano a mwatuPontelagoscuro, qualche chilometro a nord di Ferrara.

Il Po, insieme ad altri fiumi dell'Italia settentrionale, durante tutto il mwatcmedioevo fu teatro di numerosissimi episodi militari e tutte le principali città e signorie rivierasche erano dotate di vere e proprie flottiglie fluvialicite-ref-16[10]. Particolarmente accesi furono gli scontri le squadre navali dei comuni ghibellini (mwatwCremona e mwat0Pavia) e quelli dei comuni della mwat4Lega Lombarda nel corso del XIII secolo e tra la flotta veneziana e quella del mwat8ducato di Milano nel XV secolocite-ref-17[11].

Età moderna

Il mwau8terremoto di Ferrara del 1570 molto probabilmente deviò il corso del fiume verso settentrionecite-ref-18[12].

Tra il mwavu1600 e il mwavy1604 la mwavcRepubblica di Venezia, nonostante le rimostranze dello mwavgStato Pontificio, deviò il tratto finale del corso del Po tramite l'opera che fu chiamata "mwavktaglio di Porto Viro".

Questa modifica estese in pochi anni il delta verso est, formando nuovi territori compresi nell'attuale mwavsDelta del Po, interrando parzialmente la sacca di Goro. Si formarono da nord a sud i rami: del mwavwPo di Levante, mwav0Po di Maistra, mwav4Po di Pila, mwav8Po delle Tolle, mwawamwawePo di Gnocca e il mwawimwawmPo di Goro (che preesisteva, ma raddoppiò la lunghezza). Inoltre a sud e a nord dell'attuale delta, nelle aree costiere private di apporto di sedimenti, in aggiunta al fenomeno della mwawqsubsidenza, si acuirono fenomeni di erosione del cordone dunoso litoraneo e delle spiagge.

Una mappa del 1693 chiama mwawyPo di Venezia la mwawcbiforcazione nord del Po di Goro. Proseguendo verso est e giunto nei pressi di mwawgDonada lo stesso ramo viene denominato mwawkPo delle Fornaci.

Nel mwaw81820 mwaxaFederico Confalonieri e mwaxeLuigi Porro Lambertenghi fondarono con altri "progressisti" milanesi una società per la mwaxinavigazione a vapore lungo il Po tra mwaxmVenezia e mwaxqMilano con il piroscafo "Eridano" che già aveva viaggiato dalla Laguna fino a mwaxuPavia. In alcuni dipinti della Darsena di mwaxyPavia risalenti alla metà del XIX secolo si vede alla fonda il piroscafo "Contessa Clementina" che sempre mwaxcFrancesco Ogliari ci dice allestito mwaxgnei cantieri milanesi della ditta Perelli e Paradisi nel 1844, attrezzato per il trasporto merci tra Milano, Pavia, Mantova e Venezia. Gli stessi cantieri di mwaxkMilano realizzarono un secondo piroscafo (il "Pio IX") con le stesse caratteristiche e per lo stesso servizio. Tuttavia, pochi anni dopo, il governo austriaco riportò in mani austriache l'iniziativa, affidando il servizio al mwaxoLloyd Austriaco che gestì dal mwaxs1854 fino al mwaxw1859 una linea regolare nella tratta che da mwax0Trieste raggiungeva, dopo aver fatto tappa a: mwax4Venezia, mwax8Mantova, mwayaCremona, mwayePavia e, tramite il mwayiTicino, il mwaymNavigli e il mwayqlago Maggiore, mwayuLocarno con i mwayypiroscafi “Cantessa Clementina”, “Pio IX” e "Verona"cite-ref-19[13]cite-ref-20[14].

Il Po di Levante, durante le grandi bonifiche operate negli mwazaanni trenta del secolo scorso, riguardanti l'mwazeidrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco, venne staccato dal Po di Venezia, rimanendone collegato tramite la mwaziconca di navigazione di mwazmVolta Grimana e divenne il ramo terminale del mwazqCanalbianco.

Il Po di Volano raggiunge il mare con un piccolo mwazyestuario sfociando nella sacca di mwazcGoro.

Cartografia

L'opera cartografica fu proseguita con l'instaurazione del mwazoRegno Lombardo-Veneto dagli austriaci, che disegnarono il tratto da Ficarolo fino alla confluenza del mwazsTicino (mwazw1815).

Due carte di 47 tavole (530×889mwaz4 mm) furono realizzate nel mwaz81821. Queste mappe furono successivamente aggiornate una da Elia Brambilla (mwaaa2000) e l'altra da mwaaeFrancesco Brioschi (mwaai1872).

Solo con l'Unità d'Italia si otterrà un'opera cartografica più completa del fiume, quando Francesco Brioschi (mwaaq1887) realizzò una nuova mappa a stampa da mwaauMoncalieri fino al mwaaydelta. La mappa è in un'unica tavola (730×9000mwaac mm) in scala 1:50.000. Questa mappa è ancora oggi utilizzata per gli aggiornamenti e la rappresentazione del fiume.

Descrizione

Il Po attraversa con il suo corso gran parte dell'mwabaItalia settentrionale, da mwabeovest verso mwabiest percorrendo tutta la mwabmPianura Padana.

Dalla sorgente alla foce, attraversa tredici province: mwabuCuneo, mwabyTorino, mwabcVercelli e mwabgAlessandria in mwabkPiemonte; mwaboPavia, mwabsLodi, mwabwCremona e mwab0Mantova in mwab4Lombardia; mwab8Piacenza, mwacaParma, mwaceReggio Emilia e mwaciFerrara in mwacmEmilia-Romagna e mwacqRovigo in mwacuVeneto. I comuni "rivieraschi", cioè che toccano le sponde del fiume, sono 183.

Il bacino idrografico è ampio circa 71.000mwacc km² e copre gran parte del versante meridionale delle mwacgAlpi e quello settentrionale degli mwackAppennini mwacoligure e mwacstosco-emiliano; il regime del fiume è perciò di tipo misto: alpino (piene tardo-primaverili/estive e secche invernali) ed appenninico (piene primaverili/autunnali e secche estive): il regime appenninico è prevalente, anche a causa della progressiva riduzione dei ghiacciai alpini che, negli ultimi decenni, ha diminuito l'alimentazione estiva;cite-ref-21[15] le portate minime si riscontrano nel corso dell'estate, solitamente in agosto.

Nel suo corso in pianura il fiume si divide spesso in più rami formando varie isole fluviali, la più grande delle quali, escluse quelle alla foce, è l'mwadeIsola Serafini situata nei pressi della foce dell'mwadiAdda a mwadmCastelnuovo Bocca d'Adda, ma estesa circa 10mwadq km² all'interno del comune di mwaduMonticelli d'Ongina. Nei pressi di Piacenza, a est del punto di confluenza del fiume Trebbia, è presente l'mwadyIsolotto Maggi; nel mantovano sono presenti due isole golenali di grande interesse naturalistico: l'mwadcisola Bianchi e l'mwadgisola Cialdini.

Sulle rive del Po abitano circa sedici milioni di persone e sono concentrate oltre un terzo delle industrie e della mwadoproduzione agricola italiana, così come oltre la metà del mwadspatrimonio zootecnico. Ciò rende il fiume e il suo bacino una zona nevralgica per l'intera mwadweconomia italiana ed una delle aree europee con la più alta concentrazione di popolazione, industrie e attività commerciali.

Corso del fiume

La sorgente del Po si trova alle pendici del mwaeqMonviso (3.841mwaeu m) sulle mwaeyAlpi Cozie in mwaecPiemonte, nella mwaegprovincia di Cuneo, precisamente in località mwaekPian del Re nel comune di mwaeoCrissolo, a 2020mwaes m di quota e a circa 1,6mwaew km in linea d'aria dal confine con la mwae0Francia; un masso con incisa una scritta segnala il punto esatto in cui la sorgente sgorga. Grazie all'apporto di molte altre sorgenti, il fiume prende a scorrere nella valle che da esso prende il nome di mwae4Valle Po e, dopo appena una ventina di chilometri, sbocca nella mwae8pianura padana lambendo il territorio del comune di mwafaSaluzzo. Già in questo tratto vari affluenti arricchiscono la portata del fiume, il quale entra poi nella mwafeprovincia di Torino attraversandone il capoluogo. A questa altezza, benché abbia percorso solo un centinaio di chilometri dalla sorgente, il fiume è già un corso d'acqua notevole, con un letto ampio 200 metri e una portata media prossima ai 100 m³/s. All'interno della città di mwafiTorino vi confluiscono il mwafmSangone, la mwafqDora Riparia e la mwafuStura di Lanzo.

Oltre Torino, il Po con andamento verso est costeggia le estreme propaggini del mwafwMonferrato giungendo nella piana Vercellese, dove si arricchisce dell'apporto di importanti affluenti come la mwaf0Dora Baltea e il mwaf4Sesia. Piegando poi verso sud, continua a lambire in sponda destra il mwaf8Monferrato nella mwagaprovincia di Alessandria, bagnando le città di mwageCasale Monferrato e mwagiValenza. Qui funge anche da confine regionale tra mwagmPiemonte e mwagqLombardia.

Presso mwagyBassignana, il fiume punta definitivamente verso est per effetto anche della forte spinta del mwagcTanaro, suo principale tributario di destra. Dopo questa confluenza, ormai possente nella portata (oltre 500 m³/s), il Po entra in territorio lombardo scorrendo in mwaggprovincia di Pavia. Pochi chilometri a sud del capoluogo pavese il fiume riceve il contributo del mwagkTicino, suo principale tributario per volume d'acque, diventando così navigabile sino alla foce anche da grosse imbarcazioni, grazie ad una portata di oltre 900 m³/s.

A valle del Ticino, il fiume scorre per molti chilometri lungo il confine tra mwaheLombardia e mwahiEmilia-Romagna, bagna mwahmPiacenza e mwahqCremona e passa all'interno della mwahuprovincia di Mantova, ricevendo altri contributi notevoli dagli affluenti alpini mwahyAdda, mwahcOglio e mwahgMincio e da molti altri fiumi minori provenienti dall'Appennino, che in questo tratto ne accrescono la portata ad oltre 1.500 m³/s. Giunge quindi nella zona di mwahkFerrara. Nella provincia omonima, in particolare a mwahoBondeno, dall'inizio del XIX secolo è stato ideato e successivamente realizzato un canale artificiale che lo collega con il Reno, il mwahsCavo Napoleonico.

Il fiume scorre poi "pensile", ossia rialzato rispetto alla terra circostante, sul confine tra mwaieVeneto (mwaiiprovincia di Rovigo) ed mwaimEmilia-Romagna, nella regione del mwaiqPolesine. Qui inizia il suo ampio mwaiudelta (380mwaiy km²) dividendosi in cinque rami principali – denominati: Po di Maestra, della Pila, delle Tolle, di Gnocca e mwaicdi Goro – e in quattordici bocche (un ulteriore ramo secondario che attraversa la città di mwaigFerrara, detto mwaikPo di Volano o semplicemente Volano, fu separato dal corso nel mwaioXVII secolo), quindi sfocia nel mwaisMare Adriatico dopo aver attraversato i territori dei comuni di mwaiwAriano nel Polesine, mwai0Goro, mwai4Porto Tolle, mwai8Taglio di Po e mwajaPorto Viro. Per la sua grande valenza ambientale, il mwajedelta del Po è stato dichiarato mwajipatrimonio dell'umanità dall'mwajmUNESCO.

Portata media mensile

Portata media mensile (in m³/sec)

Stazione idrometrica:

Pontelagoscuro

(FE) (1923-2011)

Fonte:

Piano del Bilancio Idrico per il Distretto del fiume Po. Allegato 1

(

PDF

), su

adbpo.it

, 6 ottobre 2016, p.

20.

Affluenti

Il Po è alimentato da numerosi torrenti e fiumi, per un totale di ben 141 affluenti. I principali sono, dalla sorgente alla focecite-ref-22[N 7]:

da sinistra:

Malone
Orco
Sesia
Agogna
Ticino
Olona
Lambro
Adda
Oglio
Mincio

da destra:

Bronda
Maira
Banna
Tepice
Leona
Tanaro
Curone
Coppa
Versa
Tidone
Nure
Arda
Taro
Parma
Enza
Panaro

Affluenti di sinistra

• mwakqPellice, grosso torrente lungo 60mwaku km, che con il suo affluente mwakyChisone apporta al Po una media di mwakc22,3 m³/s;
• mwakkSangone, torrente lungo circa 47mwako km che sfocia nel Po tra mwaksTorino e mwakwMoncalieri;
• mwak4Dora Riparia, deriva il proprio nome da quello di uno dei suoi rami sorgentizi: il mwak8Ripa. Dalle sue sorgenti, situate presso i tre passi del mwalaMonginevro, mwaleColle del Fréjus e mwaliMoncenisio, scende per la mwalmValle di Susa e sfocia nel Po a Torino con un volume medio di acqua di circa mwalq26 m³/s;
• mwalyStura di Lanzo che si origina poco a sud del mwalcGran Paradiso dall'unione dei rami di mwalgmwalkViù, di mwalomwalsAla e di mwalwmwal0Valgrande e che, dopo 65mwal4 km di corso, entra nel Po con la copiosa portata media di mwal832 m³/s;
• mwameOrco, altro fiume della zona del torinese che nasce dal mwamiGran Paradiso e dopo circa 100mwamm km di corso sfocia presso mwamqChivasso nel Po apportando una media di mwamu24 m³/scite-ref-pta-al7-23-0[16];
• mwamsDora Baltea, importante fiume che scaturisce dal mwamwMonte Bianco e che viene riccamente alimentato dai vasti mwam0ghiacciai del mwam4Monte Rosa, del mwam8Cervino, del mwanaGran Paradiso. Essa prende il nome dal mwaneBalteo, che scende dalla mwaniValpelline, percorre la mwanmValle d'Aosta e sbocca nella pianura presso mwanqIvrea. Al Po versa mediamente, dopo 160mwanu km di corso che emungono un bacino di 4.322mwany km², ben mwanc110 m³/s, costituendone il quinto affluente per portata media annua;
• mwankSesia che origina dal mwanoMonte Rosa e percorre una valle (la mwansValsesia) non molto importante da un punto di vista trasportistico in quanto non conduce ad alcun valico stradale. Nei banchi sabbiosi, che esso abbandona lungo il suo corso, si trovano tracce d'mwanworo. Bagna la città di mwan0Vercelli e si versa nel Po a 10mwan4 km a valle di mwan8Casale dopo 138mwaoa km di corso con una portata media di più di mwaoe70 m³/scite-ref-pta-al7-23-1[16];
• mwaocAgogna, che nasce dal mwaogMottarone, attraversa la mwaokprovincia di Novara, la mwaooprovincia di Pavia e sfocia nel Po dopo 140mwaos km di percorso e una portata media di 13 m³/s;
• mwao0Ticino, che nasce nella regione del mwao4San Gottardo e scorre fino a mwao8Biasca in mwapaVal Leventina fiancheggiata da monti elevati. A Biasca la valle si apre e il fiume, dopo aver attraversato il capoluogo mwapeticinese mwapiBellinzona corre fino al mwapmlago Maggiore, nel quale sfocia pure il mwapqToce (mwapuVal d'Ossola). Fin qui il corso del mwapyTicino appartiene al territorio mwapcsvizzero (mwapgCanton Ticino). Il lago Maggiore interrompe il suo corso per una settantina circa di chilometri; dopo essere uscito dal lago a mwapkSesto Calende, il fiume, arricchito dal tributo di numerosi importanti affluenti che si versano direttamente nel lago (mwapoToce, mwapsVerzasca, mwapwMaggia, mwap0Tresa, ecc.), prosegue, segnando il confine tra mwap4Piemonte e mwap8Lombardia per un centinaio di chilometri fino al Po, con il quale si congiunge poco dopo mwaqaPavia. Il suo corso è navigabile con barche di stazza discreta. Sia dalla destra che dalla sinistra si dipartono importanti canali di navigazione e d'irrigazione: mwaqeCanale Cavour, il mwaqiNaviglio Grande, il mwaqmVilloresi; anche lungo le sue sponde si rintracciano sabbie aurifere. Ancorché sia solo il 4º affluente del Po per lunghezza (248mwaqq km) è di gran lunga il 1º per portata media annua (mwaqu350 m³/s) e, soprattutto tardo primaverile (mwaqy515 m³/s in giugno, pari ad oltre la metà della portata del Po nel corrispondente mese), collocandosi al secondo posto assoluto in Italia per portata, dopo lo stesso Po;
• mwaqgOlona, talvolta indicato anche come Olona meridionale per distinguerlo dall'omonimo fiume che nasce in provincia di Varese, nasce presso mwaqkBornasco in provincia di Pavia e confluisce nel Po presso mwaqoSan Zenone al Po. L'Olona misura 40mwaqs km ed ha un bacino idrografico di 130mwaqw km²;
• mwaq4Lambro, modesto fiume proveniente dal Triangolo Lariano, attraversa la mwaq8Brianza e lambisce mwaraMilano. Confluisce nel Po a mwareOrio Litta con una portata media di mwari12 m³/s. Il Lambro, detto anche Lambro Settentrionale, misura 130mwarm km, il suo maggiore affluente è il Colatore mwarqLambro meridionale e la qualità delle sue acque è pessima;
• mwaryAdda, il maggiore affluente del Po per lunghezza (313mwarc km) ed il secondo per portata media alla foce (quasi mwarg190 m³/s); i vari suoi rami sorgentizi nascono dal giogo dello mwarkStelvio e dal Gruppo dell'mwaroOrtles. Scorre fino al mwarsLago di Como, nella mwarwValtellina; questa divide le mwar0Alpi Retiche dalle mwar4Alpi Orobiche, è: pianeggiante, ubertoso, ricco e popolato; i suoi centri notevoli sono: mwar8Bormio, mwasaTirano e mwaseSondrio. A mwasiLecco, il fiume scorre nella pianura, caratterizzato da ampi mwasmmeandri, riprendendo il suo corso fino alla foce dove riversa le sue acque nel Po, nel territorio della mwasqProvincia di Lodi, precisamente nel comune di mwasuCastelnuovo Bocca d'Adda, dopo aver ricevuto le acque di due fiumi mwasybergamaschi: il mwascBrembo ed il mwasgSerio, che scendono dalle mwaskAlpi Orobiche (mwasoPizzo del Diavolo e mwassPizzo Coca);
• mwas0Oglio, alimentato dalle acque che scendono dal mwas4Cevedale, dall'mwas8Adamello-mwataPresanella e dalla mwatePresolana, scorre impetuoso e rapido per un'ottantina di chilometri fino al mwatiLago d'Iseo (o Sebino) in una valle per la maggior parte stretta: la mwatmValcamonica. Dopo il lago descrive un arco e quindi si dirige, parallelamente all'mwatqAdda ed al mwatuMincio, verso il Po. L'affluente più importante è il mwatyChiese, che scende dall'mwatcAdamello sulla sinistra dell'mwatgOglio, percorrendo il tratto medio delle mwatkGiudicarie. Con i suoi 280mwato km di corso è il 2º affluente del Po per lunghezza, ma è il 3º per portata media alla foce (mwats137 m³/s);
• mwat0Sarca-Mincio, proveniente dal versante orientale dell'mwat4Adamello con il nome di mwat8Sarca, viene alimentato dalle acque delle mwauaDolomiti di Brenta entrando presso mwaueRiva nel mwauilago di Garda e uscendone presso mwaumPeschiera con il nome di mwauqMincio notevolmente arricchito. Tocca la città di mwauuMantova dopo aver tagliato il cordone di colline moreniche di mwauySolferino e mwaucSan Martino, teatro di battaglie della seconda guerra di indipendenza. L'asta Sarca-Mincio, lunga 203mwaug km, costituisce l'affluente del Po a maggiore regolarità di portata, a causa dell'azione calmieratrice fondamentale del mwauklago di Garda: il modulo medio è di circa mwauo60 m³/s. con una portata minima che non scende mai sotto i mwaus35 m³/s, mentre la massima difficilmente supera i mwauw150 m³/s, anche perché a valle del lago non esistono, in pratica, affluenti.

Affluenti di destra

• mwavuTanaro, di gran lunga il maggiore per lunghezza (276mwavy km), superficie di bacino (8.324mwavc km², più dell'mwavgArno) e portata media alla foce (mwavk131,76 m³/s) dei suoi affluenti di destra. Come volume medio d'acqua è anche in assoluto il 4º affluente del Po dopo mwavoTicino, mwavsAdda e mwavwOglio. Nasce dal mwav0Monte Saccarello nelle mwav4Alpi liguri. Dapprima sembrerebbe dover proseguire regolarmente verso mwav8Torino per gettarsi nel Po; invece in prossimità di mwawaCherasco gira ad oriente, marcando un confine naturale tra le mwaweLanghe e il mwawiRoero, quindi si apre una breccia enorme attraverso le colline moreniche del mwawmMonferrato, dopo le quali si dirige fino ad mwawqAsti, mwawuAlessandria ed alla confluenza nel Po. Riceve da destra la mwawyBormida e, da sinistra, la mwawcStura di Demonte: la prima discende dalle mwawgAlpi Liguri e dall'mwawkAppennino Ligure, e la seconda da mwawoArgentera (mwawscolle della Maddalena).
• mwaw0Scrivia, nasce dall'mwaw4appennino Ligure, a monte di mwaw8Genova, e corre nella stretta valle omonima fin presso mwaxaSerravalle, dove sbocca nella pianura con una portata media di mwaxe23 m³/s. Lungo il suo corso si snoda la grande via di comunicazione che da mwaxiTorino e da mwaxmMilano, attraverso il mwaxqPasso dei Giovi, scende a Genova.
• mwaxyTrebbia, sorge dal Monte Prelà (mwaxc1406 m s.l.m.) nell'Appennino Ligure e mette in comunicazione il territorio piacentino con quello genovese, via mwaxgBobbio. Scorre in una valle strettissima, profonda ed in gran parte selvaggia; riceve il fiume mwaxkAveto che gli conferisce metà della portata d'acqua, taglia la mwaxovia Emilia presso mwaxsPiacenza, dove sbocca nel Po. Dopo il mwaxwTanaro e la mwax0Secchia e il mwax4Taro è il quarto affluente di destra per portata media alla foce, con quasi mwax840 m³/s, a dispetto del suo corso abbastanza breve (115mwaya km).
• mwayiTaro, nasce dal mwaymmonte Penna (a monte di mwayqRapallo). Sbocca, poco dopo mwayuFornovo, nella mwayyPianura Padana dopo avere ricevuto il mwaycCeno, con un alveo larghissimo (anche 2mwayg km), taglia la via Emilia poco prima di mwaykParma e sfocia nel Po presso Gramignazzo. È il terzo affluente di destra per portata media alla foce (circa mwayo41 m³/s) e il 4º per lunghezza (126mways km).
• mway0Parma, nasce dal mway4Lago Santo parmense e dai laghetti Gemio e Scuro posti sul crinale nei settori dei Monti mway8Orsaro e mwazaSillara. I due rami confluiscono a monte della località Bosco per dare origine al torrente Parma propriamente detto. Il corso d'acqua riceve numerosi affluenti tra i quali il torrente mwazeBaganza, nella città di mwaziParma. Dopo un percorso di circa 100mwazm km si immette nel Po in località mwazqMezzano Superiore apportando una media di mwazu11,3 m³/s.
• mwazcEnza, nasce dal mwazgPasso del Lagastrello, subito a est dell'mwazkAlpe di Succiso, riceve il mwazoCedra, sbocca in pianura a mwazsSan Polo d'Enza e sfocia nel Po a mwazwBrescello, di fronte alla lombarda mwaz0Viadana dopo 93mwaz4 km di corso con un apporto medio di circa mwaz812 m³/s.
• mwa0eSecchia, nasce presso il valico appenninico di mwa0iCerreto e sbocca nel Po, poco a valle del punto dove il mwa0mMincio confluisce, pure nel Po, sulla riva opposta, dopo 172mwa0q km di corso, costituendo il secondo affluente di destra per lunghezza e per portata (mwa0u42 m³/s).
• mwa0cPanaro, scende dal mwa0gPasso del Giovo sul mwa0kMonte Rondinaio e raccoglie un ventaglio di affluenti dalla sezione più elevata dell'mwa0oAppennino settentrionale. Dopo essere sboccato nella pianura emiliana a sud-est di mwa0sModena nei pressi di Vignola, confluisce nel Po a ovest di mwa0wFerrara risultando, con i suoi 148mwa00 km di corso e una portata media di mwa0437 m³/s rispettivamente il terzo affluente di destra per lunghezza e il quinto per volume d'acqua.

Effluenti

Nella zona del mwa1esuo delta, il Po ha diversi mwa1ieffluenti.cite-ref-24[17] Le diramazioni deltizie del Po, che nel loro complesso costituiscono il delta, sono da settentrione a meridione:

• mwa1kPo di Levante, dagli anni trenta del Novecento, pur essendo collegato al corso principale del fiume, ne è idraulicamente separato e non ne riceve le acque;
• Po di Maistra;
• mwa1wPo di Venezia - Po di Pila, sfocia in mare attraverso tre distinte bocche (Busa di Tramontana, Busa Dritta e Busa di Scirocco);
• Po di Tolle, con le diramazioni di Busa Bastimento e Bocca del Po delle Tolle;
• mwa18Po di Gnocca o della Donzella, anch'esso con una biforcazione terminale;
• mwa2ePo di Goro.

Piene e alluvioni

Le piene del fiume, generalmente concentrate in autunno a causa delle piogge, sono abbastanza frequenti e possono essere anche imponenti e devastanti come avvenuto svariate volte nel mwa3mXX secolo. Determinanti nelle piene sono soprattutto i tributari piemontesi (mwa3qDora Baltea, mwa3uSesia e mwa3yTanaro in particolare) e lombardi (mwa3cTicino). Per fare alcuni esempi, durante la piena del novembre mwa3g1994 il fiume mostrò già in mwa3kPiemonte, dopo la confluenza del mwa3oTanaro, una portata di colmo di oltre mwa3s11000 m³/s, quasi paragonabile a quella normalmente registrata molto più a valle, nel mwa3wPolesine.

Lo stesso avvenne anche nell'ottobre 2000, sempre in Piemonte, dove il fiume superò già a partire dal comune di mwa34Valenza i mwa3810000 m³/s di portata massima di piena a causa soprattutto dei contributi pesantissimi di mwa4aDora Baltea e mwa4eSesia.

I valori massimi assoluti di portata del Po sono stati raggiunti durante gli eventi alluvionali del 1951 e del 2000 con picchi di oltre mwa4m13000 m³/s nel medio-basso corso.

La prima alluvione causata dal Po di cui si ha notizia certa risale al 204 a.C. secondo quanto riportato da mwa4uTito Livio. Da allora sono noti 138 eventi (una media di circa una piena straordinaria ogni sedici anni)cite-ref-25[18]. Tra le più importanti si ricordano:

• 589 - mwa4wRotta della Cucca - Piena che porta alla modificazione sostanziale dell'idrografia della pianura Veneto-Padana.
• 1152 - mwa44Rotta di Ficarolo - Alluvione in mwa48Polesine con nascita del mwa5aPo di Venezia. il Po rimase disalveato per circa 20 anni.
• 1330 - Alluvione del Polesine e del Mantovano. 10.000 deceduti.
• 1705 - Alluvione nel Modenese, Ferrarese e Mantovano con la morte di 15.000 persone.
• 1839 - Rotta a Bonizzo, frazione di mwa5qBorgofranco sul Po e conseguente alluvione del Mirandolano. Il paese di mwa5uNoceto, tra mwa5yCaselle Landi e mwa5cSan Rocco al Porto viene completamente distrutto dalle acque.

Nel XX secolo le piene più importanti furono:

• Maggio e giugno 1917 - Due ondate di piena coinvolgono il Po (25 maggio e 4 giugno). La seconda delle quali supera all'idrometro di mwa6ePolesella il precedente valore massimo noto del 1872 (mwa6i8,17 m, contro i mwa6m7,46 m del record precedente)cite-ref-26[19]. Le acque del fiume rimasero sopra il livello di guardia per oltre quaranta giorni. Ci furono rotte a mwa6gMeleti, mwa6kCastelnuovo Bocca d'Adda nei pressi della confluenza con l'mwa6oAdda ed a mwa6sMortizza. A mwa6wPontelagoscuro venne misurata una portata massima di mwa608900 m³/s.
• mwa68Novembre 1951 - Si tratta della peggiore alluvione del secolo. Il Po rompe a mwa7aOcchiobello inondando 113.000 mwa7eettari di territorio e causando 89 morti. A mwa7iPontelagoscuro la portata massima toccò i mwa7m10300 m³/s massimo storico dall'inizio delle misurazioni nel 1807cite-ref-27[20].
• mwa7kNovembre 1994 - Forti e continue piogge interessano i tributari piemontesi e lombardi. Rotte e conseguenti alluvioni si ebbero a valle della confluenza dell'mwa7oOrco e della mwa7sDora Baltea, colpendo in particolare: mwa7wChivasso, mwa70Trino, mwa74Crescentino, mwa78Morano sul Po e, più a valle, a mwa8aGhiarole. Settanta furono le vittime. A Pontelagoscuro la portata massima fu di mwa8e8700 m³/s.
• Ottobre 2000 - Si tratta della seconda piena più importante, a livello di portata massima, del XX secolo: a Pontelagoscuro si registrò infatti un picco di mwa8m9000 m³/scite-ref-28[21], mentre molti chilometri prima, al Ponte della Becca vicino a Pavia (alla confluenza del Ticino), la stima della portata fu di ben mwa8g13220 m³/scite-ref-29[22]; la diminuzione della portata fra Ponte della Becca e Pontelagoscuro si deve agli ampi volumi di acqua invasati nelle golene lombarde ed emiliane che hanno consentito la laminazione della piena. Si ebbero alluvioni in mwa80Piemonte, mwa84Lombardia ed mwa88Emilia-Romagna. Vi furono ventitré vittime, undici dispersi e quarantamila sfollati.

Siccità

La portata media storica del Po per il mese di giugno è di 1.805 metri cubi al secondo. A fine giugno 2022 la portata misurata a mwa9iFerrara si attestava sotto una media di 145 metri cubi al secondo. Il mwa9mcambiamento climatico ha causato molti eventi di siccità nell'Italia settentrionale ed è prevista una "riduzione delle precipitazioni durante la critica stagione della crescita del grano".cite-ref-30[23] A luglio 2022 il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza in: Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia.cite-ref-31[24] La diminuzione del livello dell'acqua ha scoperto ampi tratti di alveo, nei quali sono stati rinvenuti numerosi oggetti e veicoli perduti, tra i quali un carro armatocite-ref-32[25] e numerose imbarcazioni risalenti alla seconda guerra mondiale.cite-ref-33[26]

Fauna

Fauna ittica

Il Po e i suoi affluenti presentano una fauna ittica originaria di interesse mwa-cbiogeografico ed mwa-gecologico, con un alto tasso di mwa-kendemismo. A partire dalla seconda metà del mwa-oXX secolo sono state introdotte specie ittiche mwa-salloctone che hanno inquinato l'originaria mwa-wbiodiversità, conducendo a rarefazione di molte specie endemiche e minacciandone alcune di estinzione.

Alcune specie endemiche o subendemiche dell'area padana sono qui di seguito riportate:

| Ordine | Famiglia | Nome scientifico | Nome comune | Immagine |
|---|---|---|---|---|
| Acipenseriformes | | | | |
| Acipenseriformes | Acipenseridae | | | |
| Acipenseriformes | Acipenseridae | Acipenser naccarii | Storione cobice | |
| Acipenseriformes | | | | |
| Acipenseriformes | Acipenseridae | | | |
| Acipenseriformes | Acipenseridae | Acipenser sturio | Storione comune | |
| Cypriniformes | | | | |
| Cypriniformes | Cobitidae | | | |
| Cypriniformes | Cobitidae | Sabanejewia larvata | Cobite mascherato | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | | | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | Barbus caninus | Barbo canino | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | Barbus plebejus | Barbo italico | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | Chondrostoma genei | Lasca | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | Chondrostoma soetta | Savetta | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | Leucos aula | Triotto | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | Rutilus pigus | Pigo | |
| Cypriniformes | Cyprinidae | Telestes muticellus | Vairone | |
| Perciformes | | | | |
| Perciformes | Gobiidae | | | |
| Perciformes | Gobiidae | Knipowitschia panizzae | Ghiozzetto di laguna | |
| Perciformes | Gobiidae | Orsinigobius punctatissimus | Ghiozzetto striato | |
| Perciformes | Gobiidae | Padogobius bonelli | Ghiozzo padano | |
| Perciformes | Gobiidae | Ninnigobius canestrinii | Ghiozzetto cenerino | |
| Petromyzontiformes | | | | |
| Petromyzontiformes | Petromyzontidae | | | |
| Petromyzontiformes | Petromyzontidae | Lampetra zanandreai | Lampreda padana | |
| Salmoniformes | | | | |
| Salmoniformes | Salmonidae | | | |
| Salmoniformes | Salmonidae | Salmo marmoratus | Trota marmorata | |

Di seguito una lista parziale di alcuni dei più diffusi alloctoni:

• mwbkkAbramis brama - Breme
• mwbksAmeiurus melas - Pesce gatto
• mwbk0Aspius aspius - Aspio
• mwbk8Barbus barbus - Barbo danubiano
• mwbleBlicca bjoerkna - Blicca
• mwblmCarassius auratus - Carassio
• mwbluCtenopharyngodon idella - Carpa erbivora o Amur
• mwblcGambusia affinis - Gambusia
• mwblkGymnocephalus cernuus - Acerina
• mwblsHypophthalmichthys molitrix - Carpa testa grossa o Temolo russo
• mwbl0Ictalurus punctatus - Pesce gatto maculato
• mwbl8Lepomis gibbosus - Persico sole
• mwbmeMicropterus salmoides - Persico trota
• mwbmmOncorhynchus mykiss - Trota iridea
• mwbmuPseudorasbora parva - Pseudorasbora o Cebacek
• mwbmcRhodeus sericeus - Rodeo
• mwbmkRutilus rutilus - Gardon
• mwbmsSander lucioperca - Lucioperca o Sandra
• mwbm0Silurus glanis - Siluro

Il 23 agosto mwbm82006 nel fiume Po in mwbnaprovincia di Ferrara è stata pescata una carettochelide (mwbnemwbniCarettochelys insculpta) successivamente ospitata all'mwbnmAcquario di Genovacite-ref-34[27]. Poco tempo dopo è stata trovata anche una tartaruga azzannatrice (mwbngmwbnkChelydra serpentina)cite-ref-35[28].

Nell'agosto del mwbn82009 è stato pescato, nelle acque del fiume, un mwboapiranha della specie mwboemwboiPygocentrus nattereri.cite-ref-full-36-0[29]

Impatti ecologici

Numerose specie ittiche autoctone ed endemiche sono minacciate da diversi fattori. Tra le più importanti vi è la presenza di specie alloctone: tra queste specie alcune (prevalentemente il Siluro e secondariamente anche Aspio, Lucioperca e pesci gatto) sono estremamente dannose in quanto predatori mentre altre (ad esempio: Breme, Blicca, Gardon, Rodeo, ecc.) danneggiano la fauna autoctona in quanto mwbokcompetitori. A questi si aggiunge anche il gambero rosso della Louisiana (mwboomwbosProcambarus clarkii) anch'esso in grado di avere un impatto notevole sulle popolazioni ittiche, l'ambiente e le opere idrauliche. Altre minacce sono l'inquinamento e la costruzione di dighe prive d'impianti di risalita come quella di mwbowCasale Monferrato che impediscono alle specie migratrici come lo storione comune, lo storione cobice e la cheppia di poter risalire il fiume per riprodursi.

Il Po e l'uomo

Principali centri abitati lungo il corso del Po

Cardè
Torino

Trino
Dosolo

Ro
Adria
Goro

• Ponti sul Po

Una ricerca del mwbpqPolitecnico di Torino ha stabilito che nel mwbpu2001 vi erano 77 ponti (stradali e ferroviari) che attraversavano il Po lungo tutto il suo corso, escludendo alcune strutture minori nei pressi della sorgente.cite-ref-37[30]

Autorità sul fiume

Fino alla riforma attuata nel mwbuw2002, il Po e i suoi affluenti erano soggetti all'autorità del mwbu0Magistrato per il Po, un organo del Ministero dei lavori pubblici con sede a Parma, istituito nel mwbu41955, dopo la catastrofica alluvione del 1954, per coordinare e, dal mwbu81962, unificare le competenze dei vari organi preposti. Peraltro, già nel mwbva1806 mwbveEugenio di Beauharnais, mwbviViceré d'Italia, aveva istituito un mwbvmMagistrato civile per lavori generali che riguardano il grande sistema del Po.

In seguito alla riforma del 2002, correlata al decentramento di funzioni dallo Stato alle regioni, l'intero Bacino del Po è stato affidato ad un'mwbvuagenzia interregionale denominata mwbvymwbvcAgenzia Interregionale per il fiume Po (AIPOcite-ref-38[31]), anch'essa con sede a Parma, alla quale sono state trasferite le mwbvwcompetenze del vecchio Magistrato con in più alcune nuove competenze sulla navigazione interna. L'AIPO è un mwbv0ente strumentale di quattro delle Regioni che compongono il bacino del Po: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La Regione Valle d'Aosta e le province Autonome di Trento e Bolzano usufruiscono di speciali uffici locali. La Regione Liguria e la Regione Toscana affidano la gestione dei corsi d'acqua del bacino ricadenti nei loro territori all'AIPO mediante "protocolli d'intesa" e particolari "convenzioni".

L'attività di pianificazione del bacino è curata dall'mwbv8Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (ADBPO), organismo misto Stato-Regioni. L'AIPO attua la pianificazione redatta da ADBPO mediante attività di programmazione degli interventi e gestione dei corsi d'acqua, oltre al "servizio di piena", mediante 12 sedi periferiche che coprono l'intero bacino: da ovest verso est: Torino, Alessandria, Pavia, Lodi, Piacenza, Cremona, Parma, Reggio nell'Emilia, Mantova, Modena, Ferrara e Rovigo.

Aree naturali protette
Note

Annotazioni

cite-note-lunghezza-1N 1. Qualora la si voglia invece considerare a partire dalle più lontane sorgenti del sistema fluviale nel suo complesso (quelle del mwbyuMaira), esso raggiunge la lunghezza di mwbyymwbyc682mwbyg mwbykkm.
cite-note-5N 2. Il più lungo fiume che scorre in Italia anche solo in parte è invece la mwby0Drava (mwby4mwby8749mwbza km), affluente del mwbzeDanubio, le cui sorgenti si trovano nel comune mwbzialtoatesino di mwbzmDobbiaco e che prosegue il suo corso verso mwbzqAustria, mwbzuSlovenia, mwbzyCroazia e mwbzcUngheria. Presso la mwbzgValle Spluga e la mwbzkVal Bregaglia, in mwbzoprovincia di Sondrio, e precisamente nel comune di mwbzsPiuro, nasce altresì, e scorre in territorio italiano per circa mwbzwmwbz015mwbz4 km, il mwbz8Reno di Lei, uno dei rami secondari del fiume mwbaaReno, il quale è lungo mwbaemwbai1mwbam326mwbaq km e scorre per gran parte della sua lunghezza in mwbauGermania.
cite-note-8N 3. Ficarolo dista poco più di 60 km da Adria.
cite-note-9N 4. In letteratura, la modifica che causò lo spostamento delle acque del fiume sul ramo meridionale è detta mwbawrotta di Sermide.
cite-note-10N 5. Di esso rimase in parte l'attuale mwbbaCanal Bianco.
cite-note-11N 6. Una conferma si ha guardando la mappa del 1568 conservata presso il Comune di Ferrara, dove da questa fino quasi all'attuale Codigoro, il Po di Volano viene chiamato mwbbqBodenco. La stessa mappa chiama mwbbuTrigaboli la parte portuale di Ferrara sita a sud della stessa, sulla sponda destra del Po di Volano. Poco dopo Ficarolo e prima di Ferrara, nella stessa mappa viene indicato mwbbyCanale di Venezia, un ramo che serviva per giungere nella città lagunare passando per il porto a nord di Ferrara. Solo nella parte terminale si sovrapporrà con l'attuale omonimo ramo a nord del Po di Goro.
cite-note-22N 7. Sinistra e destra sono riferiti, guardando dall'alto, alla direzione del corso del fiume cioè dalle Alpi verso l'Adriatico.

Riferimenti

cite-note-bilancio-21. mwbcamwbcemwbciPiano del Bilancio Idrico per il Distretto del fiume Po. Allegato 1 alla Relazione Generale. Bilancio idrico dell'asta del fiume Po (mwbcmmwbcqPDF), su mwbcuadbpo.it, 6 ottobre 2016, p.mwbcy 20. mwbccURL consultato il 19 agosto 2022 mwbcg(mwbckarchiviato il 16 agosto 2021).
cite-note-32. mwbc0 mwbc4mwbc8Bruno Migliorini mwbdaet al., mwbdemwbdiScheda sul lemma "Po"mwbdu, in mwbd0mwbd4Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwbd8ISBNmwbea 978-88-397-1478-7.mwbei
cite-note-43. mwbeymwbecLuciano Canepari, mwbegmwbekPo, in mwbeomwbesIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwbewISBNmwbe0 88-08-09344-1.
cite-note-64. mwbfimwbfmmwbfqCopia archiviata, su mwbfutaurinorum.com. mwbfyURL consultato il 25 gennaio 2013 mwbfc(archiviato dall'mwbfgurl originale il 14 maggio 2016).
cite-note-75. Cfr. la voce mwbfwfossa in Alberto Nocentini, mwbf0l'Etimologico. Dizionario etimologico della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 2010. ISBN 978-88-0020-781-2.
cite-note-126. mwbgiStefano Medas, mwbgmmwbgqMedas_La navigazione lungo le idrovie padane in epoca romana_2017 mwbgu[Navigation in Po valley waterways in Roman Times_2017mwbgy]. mwbgcURL consultato il 10 febbraio 2022.
cite-note-137. mwbgsmwbgwmwbg0LA NAVIGAZIONE INTERNA DELLA CISALPINA IN ETA ROMANA (mwbg4mwbg8PDF), su mwbhaopenstarts.units.it.
cite-note-148. mwbhqmwbhumwbhyComacchio, emporio sulla sabbia – Museo Delta Antico, su mwbhcmuseodeltaantico.com. mwbhgURL consultato il 10 febbraio 2022.
cite-note-159. mwbhwmwbh0mwbh4I mercanti nell’Italia longobarda e carolingia (mwbh8mwbiaPDF), su mwbieiris.unive.it.
cite-note-1610. mwbiu(mwbiymwbicEN) Fabio Romanoni, mwbigmwbikGuerra e navi sui fiumi dellmwbio'Italia settentrionale (secoli XII- XIV)- Archivio Storico Lombardo, CXXXIV (2008).. mwbisURL consultato il 25 novembre 2017.
cite-note-1711. mwbi8Fabio Romanoni, mwbjamwbjeLa guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale, Bologna, Clueb, 2023, pp.mwbji 76-82, mwbjmISBNmwbjq 978-88-31365-53-6.
cite-note-1812. mwbjkPaolo Rumiz, mwbjomwbjsQuel terremoto che quattro secoli fa rivoluzionò il corso del Po (mwbjwmwbj0PDF), su mwbj4cngeologi.it, 9 agosto 2015. mwbj8URL consultato il 28 novembre 2024.
cite-note-1913. mwbkmMario Veronesi, mwbkqmwbkuLa navigazione a vapore sul fiume Po (mwbkymwbkcPDF), in mwbkgRivista Marittima, novembre 2015. mwbkkURL consultato il 24 aprile 2023.
cite-note-2014. mwbk0Aldo Cherini, mwbk4mwbk8SUL FIUME PO E IL CONTRIBUTO DEL LLOYD AUSTRIACO (mwblamwblePDF), in mwbliQuaderno AMA nº 67/ 94, 10 dicembre 1994. mwblmURL consultato il 20 aprile 2023.
cite-note-2115. mwblcClaudio Smiraglia, mwblgmwblkIl regresso attuale dei ghiacciai: cause ed effetti della crisi di una risorsa idrica fondamentale (mwblomwblsPDF), su mwblwitalianostra-milano.org, 8 novembre 2006. mwbl0URL consultato il 25 febbraio 2011.
cite-note-pta-al7-2316. mwbmmAA.VV., mwbmqmwbmuElaborato I.c/7 (mwbmymwbmcPDF), in mwbmgPiano di Tutela delle Acque - Revisione del 1º luglio 2004; Caratterizzazione bacini idrografici, Regione Piemonte, 1º luglio 2004. mwbmkURL consultato il 20 maggio 2010 mwbmo(archiviato dall'mwbmsurl originale il 3 marzo 2016).
cite-note-2417. mwbm8mwbnamwbnePo, su mwbnitreccani.it. mwbnmURL consultato il 22 agosto 2020.
cite-note-2518. mwbnchttp://www.piardi.org; LE INONDAZIONI DEL PO (o ERIDANO), dalla notte dei tempi
cite-note-2619. Ufficio Idrografico del Regio Magistrato alle Acque di Venezia. mwbnsAnnata 1917, Bollettino Mensile.P.O.G. Carlo Ferrari - Venezia. 1917, 165 - 168
cite-note-2720. Zanchettin, D., Traverso, P., Tomasino, M. (2008) mwbn8Po River discharge: a preliminary analysis of a 200-year time series; Climatic Change, August 2008, Volume 89, Issue 3-4, pp. 411-433
cite-note-2821. Progetto Water2Adapt, mwbommwboqAnalisi degli eventi di piena straordinaria del fiume Po. Fondazione Eni Enrico Mattei, mwboupolicy brief del 2012
cite-note-2922. Direzione Regionale Servizi Tecnici di Prevenzione, Regione Piemonte. mwbokmwbooRapporto sull'evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000 mwbosArchiviatomwbow il 1º febbraio 2014 in mwbo0Internet Archivemwbo4.
cite-note-3023. mwbpm(mwbpqmwbpuEN) Iolanda Borzì, Beatrice Monteleone e Brunella Bonaccorso, mwbpymwbpcEstimating the economic impacts of drought on agriculture through models and surveys in the Po river basin (Northern Italy), EGU21-12066, Copernicus Meetings, 3 marzo 2021. mwbpgURL consultato il 4 agosto 2022.
cite-note-3124. mwbpw(mwbp0mwbp4EN) mwbp8mwbqaQuiet flows the Po: the life and slow death of Italy’s longest river, su mwbqethe Guardian, 10 luglio 2022. mwbqiURL consultato il 4 agosto 2022.
cite-note-3225. mwbqymwbqcmwbqgFiume Po in secca, spunta carro armato della seconda guerra mondiale, su mwbqkSky tg24, 28 marzo 2022. mwbqoURL consultato il 21 dicembre 2022.
cite-note-3326. mwbq4mwbq8mwbraLe cose ritrovate sul letto dei fiumi italiani in secca, su mwbremwbriIl Post, 17 luglio 2022. mwbrmURL consultato il 21 dicembre 2022.
cite-note-3427. mwbrcmwbrgmwbrkCopia archiviata, su mwbromentelocale.it. mwbrsURL consultato il 14 febbraio 2014 mwbrw(archiviato dall'mwbr0url originale il 22 febbraio 2014).
cite-note-3528. mwbseCorpo Forestale dello Stato - Comunichiamo - Un'altra tartaruga azzannatrice catturata dalla Forestale
cite-note-full-3629. mwbsumwbsymwbscGrosso Piranha pescato nel Po, su mwbsgcorriere.it, www.corriere.it, 23 agosto 2009. mwbskURL consultato il 24-08-2009.
cite-note-3730. mwbs0Giorgio Faraggiana, mwbs4mwbs8I ponti sul Pomwbti (mwbtomwbtsDOC), su mwbtwosservatoriopo.provincia.pc.it, 2001. mwbt0URL consultato il 16 luglio 2018.
cite-note-3831. mwbuemwbuimwbumIl sito ufficiale dell'Aipo, su mwbuqagenziapo.it. mwbuuURL consultato il 19 agosto 2022 mwbuy(mwbucarchiviato il 18 agosto 2022).

Bibliografia

• mwbusSanti Emanuele Barberini, Il significato degli antichi nomi del fiume Po, Genova, Scuola Grafica don Bosco, 1967, OCLC 40375059.
• mwbu0Giovanni Bedani, Memorie storiche di Pontelagoscuro, Ferrara, Tip. commerciale, 1905.
• mwbu8Carlo Benfatti, Una vita in riva al Po, Mantova, Sometti, 2006, ISBN 978-88-7495-187-1.
• mwbveCarlo Benfatti, Viaggio attraverso il Po mantovano, in AA. VV., Mantova, una provincia allo specchio, Carnate Milano, Provincia di Mantova, 2009.
• mwbvmLoreno Confortini e Marco Bonino, Antiche barche e battelli del Po. Atlante illustrato delle imbarcazioni tradizionali dei fiumi e dei canali della Pianura Padana, San Felice sul Panaro, Grandi Carte, 2015, ISBN 978-88-906590-6-5.
• mwbvuIreneo Ferrari e Maurizio Pellegrini (a cura di), Un Po di carte, la dinamica fluviale del Po nell'Ottocento e le tavole della commissione Brioschi, 1ª ed., Reggio Emilia, Diabasis, aprile 2011, ISBN 978-88-8103-109-2. 200 pagine.
• mwbvcSergio La Sorda, Botte Napoleonica, storia geografia e idraulica, La freccia d'oro, 2015, ISBN 9788897877394.
• mwbvkFabio Luino, Le inondazioni del fiume Po con particolare riguardo a quelle avvenute dal 1861 ad oggi, L'Italia dei disastri: dati e riflessioni sull'impatto degli eventi naturali 1861-2013.
• mwbvsMichele Marziani, Lungo il Po, Milano, Guido Tommasi, 2008, ISBN 978-88-95092-60-7.
• mwbv0Wilson Pignagnoli, Diciamo male del Po, inondazioni e rovine nel suo bimillenario cammino, Bologna, A.B.E.S., 1952.
• mwbv8Regione Emilia-Romagna, Assessorato Turismo e Commercio (a cura di), Paesaggi d'autore, itinerari sul Po (brossura), 1ª ed., Reggio Emilia, Diabasis, aprile 2011, ISBN 978-88-8103-659-2. 184 pagine.
• mwbweFabio Romanoni, La guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale, Bologna, Clueb, 2023, ISBN 978-88-31365-53-6.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni sul Po
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Po»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Po

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itPo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Po River, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwbyyAutorità di bacino distrettuale del fiume Po, su adbpo.it.
• mwbygAgenzia Interregionale per il fiume Po (mwbykAIPO): organismo diretto dalle Regioni mwbyoPiemonte, mwbysLombardia, mwbywVeneto e mwby0Emilia-Romagna per gestire e monitorare tutto ciò che concerne la vita del Po.
• mwby8Le sorgenti del Po, su legart.it.